giovedì 29 dicembre 2011

Imprimenda 2011 ( in occasione della presentazione del calendario)

Son trascorsi ormai vent'anni
da quel giorno quando Amato
per quadrare il suo bilancio
si rivolse al pensionato
ed esposta la ragione
mise mano alla pensione. (1993)
Ben sapea di farla franca
quando fece il salto in banca
poi tra fulmini e scintille
se ne andò col sei per mille.
Se si muovon quei signori
sono lacrime e dolori
per far bene il lor dovere
a noi tappano il sedere
se la lingua s’alza e schiocca
poi ci tappano la bocca.
Franco Zago e Pippo Zella
ch'eran dentro a una padella
si deciser di provare
sulla brace a passeggiare
camminando a gambe tese
sul registro delle imprese.
Messo insieme un gruzzoletto
intrapresero quel viaggio
che comporta sacrifici
ed in cuor tanto coraggio.
Ben pensando che chi in groppa
meglio sta di chi galoppa
qui fondarono un'azienda
che chiamarono imprimenda.
Duri i tempi per l'impresa
che ridotta gia la spesa
per restare sul mercato
anche l'anima ha impegnato.
Stampa in nero l'Imprimenda
e i clienti suoi accontenta
se il soggetto son dei fiori
loro stampano a colori
cambian corpo quando serve
dimostrando la lor verve.
Ogni anno un calendario
da sgranar come un rosario
che ricorda in ogni mese
quando fare certe spese.
E a chi avanti è un po’ negli anni
ricorrenze e compleanni
e si sente più sicuro
se lo vede appeso al muro.
Ogni pagina un quadretto
che ritaglio e che via metto
con paesaggi o arte astratta
o un ritratto di pulzella
e ogni pagina che sfoglio
sembra l'opera più bella.
Non son fatti di modelle
che vestite sol di pelle
fan passare la fessura
come segno di cultura.
Io di certo non disdegno
e le guardo, ed è buon segno,
ma non penso che il sapere
si ritrovi nel sedere
meno ancor chiamerei arte
quel che c'è dall'altra parte.
Questi zaghi son dei maghi
col colore e col pennello
sulla tela van spalmando
quel che han dentro al cervello.
Li han cercati in tutto il mondo
tanti artisti han ritrovato
ma l'onore e il posto giusto
solo ai Zago han riservato.
Con la chiesa han stretto un patto
e or quei preti poverini
solo da lor dovranno andare
per stampare i volantini.
L'altro giorno giù di botto
m'è venuto questo motto:
"Quando faccio la merenda
penso sempre all’Imprimenda
che mi nutre con amore
nel cervello e dentro al cuore".
Con tenacia e con sapienza
ed un po’ di provvidenza
questa azienda imprime in nero
quel che nasce dal pensiero
cosi lascia a gens futura
la sua orma di cultura.

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